domenica 6 marzo 2011

LA DIMORA DEGLI ANIMALI


La dimora degli animali


Premessa
L'unità d'apprendimento che si intende sviluppare mira a far conoscere ai bambini le varie tipologie abitative degli animali. Gli alunni saranno guidati a conoscere la struttura morfologica attraverso immagini, testi e a riflettere sull'insediamento animale-ambiente. Lo svolgimento didattico-metodologico di ogni obiettivo comporta che nel bambino nasca l'esigenza di comprendere il perché delle cose e il desiderio di scoprire il come, il dove, il quando, atteggiamenti questi dai quali si avviano le procedure di accesso alla risistemazione dell'esperienza " in chiave concettuale".
            Obiettivi
  • Conoscere la morfologia di alcuni animali
  • Riflettere sulla relazione insediamento animale-ambiente
  • Conoscere le caratteristche delle dimore degli animali
  • La morfologia di alcuni animali vicino a noi
  • I modi di vivere
  • La dimora degli animali



    Gli uccelli hanno il nido. Questo è un nido di rondine costruito con il fango al riparo della grondaia di una casa di campagna.
     

     
     
    Gli alveari sono vere "città" con migliaia di piccole casette, i favi, che ospitano le api appena nate, oppure che servono da magazzino per il miele e il polline.




    I castori, le marmotte, i tassi, i conigli selvatici si scavano delle tane sotterranee con diverse uscite 





     
     
     
    I ragni "filano" la loro casa. I ragni si costruiscono il loro nido intessendo con i fili della loro bava vischiosa al fondo della ragnatela.





    Le formiche vivono nel formicaio. Il formicaio è una tana grandissima composta da corridoi e grotte destinate alla conservazione del cibo e all'allevamento delle piccole formiche. Alcune grotte sono stalle per gli afidi, i pidocchi verdi delle piante che vengono allevati per succhiare il lattice dolce che essi producono.


     




    I pesci trovano riparo nei fondali, nelle scogliere tra le alghe.








    Gli animali domestici vivono nella fattoria




    Il cane ha il canile.


    La chiocci ha il pollaio,


    Il cavallo ha la scuderia.


    La mucca ha la stalla.


    La pecora ha l'ovile.


    Il maiale ha il porcile.







    mercoledì 16 febbraio 2011


    Scratch è un nuovo linguaggio di programmazione che rende semplice lacreazione di storie interattive, di giochi e di animazioni - e la condivisione con altri sul web delle vostre creazioni.
    Scratch è sviluppato dal Lifelong Kindergarten Group dei Media Lab dell'MIT, ed è supportato da contributi finanziari della National Science Foundation, di Microsoft, diIntel Foundation, di Nokia e del consorzio di ricerca dei Media Lab dell'MIT.
    I progetti di Scratch si compongono di oggetti chiamati sprite. Potete modificare l'aspetto di uno sprite dandogli un diverso costume. Potete fare in modo che uno sprite abbia l'aspetto di una persona o di un treno o di una farfalla o di qualunque altra cosa. Come costume potete usare un'immagine qualunque: potete disegnare un'immagine nell'Editor di Immagini, importare un'immagine dal tuo hard disk o trascinarla da un sito web, potete scattare una foto con la tua webcam (se il vostro PC ne è provvisto).
    Potete inoltre fornire ad uno sprite delle istruzioni, dicendogli di muoversi o di suonare o di reagire agli altri sprite. potete comunicare ad uno sprite cosa fare collegando insieme dei blocchi grafici in elenchi chiamati script. Quando cliccate su uno script Scratch esegue i blocchi dello script dal primo all'ultimo.
    Insomma, come avrete capito, Scratch consente agli studenti di sviluppare la loro creatività e vengono stimolati a ragionare in modo sistematico e a lavorare in modo collaborativo.
    Sul sito web di Scratch troverete molte altre risorse che vi aiuteranno a conoscereScratch: le guide Video, le schede di Scratch e le Domande Frequenti (FAQs). Le trovate alla pagina http://info.scratch.mit.edu/Support/
    Per consultare la guida completa in italiano sulla versione 1.4 di Scratch, cliccate qui.






    lunedì 7 febbraio 2011


    Il Carnevale in Italia: origini e tradizioni
    Le origini del Carnevale
    Le originiSecondo una delle etimologie più diffuse,
    la parola deriva dal latino carnis laxatio,
    evolutosi nell'italiano antico "Carnasciale",
    con il significato di "abbandono della carne".
    Caratteristiche delle rappresentazioni
    simboliche erano le maschere, che sono rimaste
    nella storia del Carnevale
    Il Carnevale di Venezia
    Il Carnevale di VeneziaLa sua origine risale alla vittoria del 1162
    sul Patriarca di Aquileia, ma la festa
    fu isituita nel XVII sec. Il travestimento veneziano
    per eccellenza è la bauta, maschera che ogni
    disuguaglianza agguaglia" e che veniva usata
    da uomini e da donne, non solo durante il Carnevale
    ma nelle feste, nei teatri, negli incontri amorosi
    La tradizione dei carri allegorici: Viareggio, Putignano, Acireale
    La tradizione dei carri allegorici: Viareggio, Putignano, AcirealeLe più celebri sfilate italiane di carri allegorici
    ispirati a personaggi del mondo contemporaneo
    in cui i maestri cartapestai gareggiano per abilità e
    fantasia sono a Viareggio in Toscana,
    ad Acireale in Sicilia, a Putignano in Puglia
    Le rievocazioni storiche: Ivrea, Oristano, Mezzojuso
    Le rievocazioni storiche: Ivrea, Oristano, MezzojusoA Ivrea in Piemonte la "Battaglia delle arance"
    A Oristano in Sardegna la Sartiglia,
    il torneo equestre giunto in Italia
    con Crociati tra il XII e il XIII sec.
    A Mezzojuso in Sicilia la pantomima
    del "Mastro di Campo"
    I riti apotropaici: Mamoiada, Tufara
    I riti apotropaici: Mamoiada, Tufara
    A Mamoiada in Sardegna la sfilata coreografica
    di Mamuthones e Issochadores
    A Tufara in Molise il rito apotropaico
    della mascherata del Diavolo

    ignoranza

    Quando l'ignoranza abbaia il libro non morde.

    Beno Fignon

    sabato 18 dicembre 2010


    “Natale è dono,
    dono generoso
    gesto d'amore
    per te.”

    Il mago di Natale

    Il mago di Natale

    S'io fossi il mago di Natale
    farei spuntare un albero di Natale

                            in ogni aula, in ogni scuola
                             ma non l'abete finto,
                             di verde dipinto
                                 che vendono dai fiorai o al                         Bazar:
                            un vero abete, un pino di montagna,
                           con un po' di neve vera
                       distesa tra i rami,
                           che mandi profumo di fresco
                           in tutte le strade,
    e sui rami i magici frutti:
    doni per tutti.
    Poi con la mia bacchetta me ne andrei
    a fare magie
    per tutte le vie.
    In via De Gasperi
    farei crescere un albero di Natale
    carico di telefonini
    di ogni qualità,
    che squillano suonerie
    a volontà
    con i “big” di Byob
    che si muovono da soli,
    suonano il bufù
    e fanno le capriole.
    Chi li vuole, li prende:
    gratis, s'intende.
    In piazza Nardacchione
    faccio crescere l'albero
    del torrone,
    del panettone tartufone;
    in via Pergolese
    l'albero dei tramezzini
    con la maionese
    Invece in vico Roccioso
    faccio l'albero capriccioso
    con caramelle gommose
    e in Contrada Montelicanne
    tanti cannoli con la panna
    Continuiamo la passeggiata?
    La magia è appena cominciata:
    dobbiamo scegliere il posto
    all'albero degli Hot Wheels:
    va bene via Berlinguer?
    Quello delle Barbie:
    pollicina,fun e petites
    lo faccio in via Kennedy
    o in via Milano?
    Ogni strada avrà un albero speciale
    e il giorno di Natale
    i bimbi faranno
    il giro di Casacalenda e di Ripabottoni
    a prendersi tutto quel che vorranno.
    Per ogni dono
    colto dal suo ramo
    ne spunterà un altro
    dello stesso modello
    e ancor più bello.
    Per tutti gli altri ci sarà,
    magari in via Biferno
    o in vico Ramaglia,
    l'albero meraviglia:
    sorprese, regali ,incanto
    per tutti quanti.
    Tutto questo farei se fossi un mago.
    Però non lo sono
    che posso fare?
    Non ho che auguri da regalare:
    di auguri ne ho tanti,
    scegliete quelli che volete,
    prendeteli tutti quanti.